Fonderia campane Pruneri in Grosio


1822 - 1955

8 buste, 1 manifesto e 4 disegni sciolti

Produzione:
– Ditta Giorgio Pruneri - Fonderia di campane <Grosio, 1822 - 1956>.

Conservazione:
– Ditta Giorgio Pruneri - Fonderia di campane <Grosio, 1822 - 1956>, 1822 - 1996.
– Archivio storico della diocesi di Como, dal 1996.
L’archivio è stato donato nel 1996 dall’ingegnere Paolo Giorgio Pruneri, ultimo amministratore dell’omonima fonderia di Grosio (Sondrio), grazie all’interessamento di Pietro Pini, nativo di    Grosio, a quel tempo arciprete della cattedrale di Como, e di Gianfranco Pesenti, già prevosto di Grosio.
L'archivio risulta lacunoso. Si può supporre che documentazione sia rimasta presso altri rami della famiglia Pruneri.


La fonderia Pruneri venne costituita a Grosio, in provincia di Sondrio, nel 1822 da Giorgio Pruneri (Grosio, 1800 - 1880), allievo del fonditore bresciano Gaetano Soletti, conosciuto nel paese nativo quattro anni prima, quando i fabbricieri della parrocchia avevano affidato la rifusione delle campane proprio a Soletti.
Dopo la morte del fondatore, senza lasciare discendenti diretti, la ditta passò ai fratelli e ai nipoti i quali, in data 29 marzo 1881, diedero vita a una società in nome collettivo, ricorrendo sempre al nome di “Giorgio Pruneri”.
E in quell’anno, all’Esposizione italiana che si svolse a Milano, la fonderia ottenne il massimo riconoscimento, presentando il concerto di otto campane per la parrocchia di Groppo di Sesta Godano, in provincia di Genova. Un’altra medaglia d’oro fu conseguita all’Esposizione vaticana del 1888 per il giubileo sacerdotale di Leone XIII.
La fonderia fu attiva fino al 1915 e, dopo la sospensione dovuta alle due Guerre mondiali, dal 1949 al 1956, con un’apertura straordinaria nel 1926 in occasione della fusione del monumento ai caduti di Grosio, opera dello scultore Nicola Fiore.
I lavori eseguiti nel Dopoguerra si devono in gran parte all’iniziativa dello Stato italiano, e precisamente del Ministero dei trasporti, su istanza della pontificia Commissione centrale per l’arte sacra, al fine di ripristinare le campane «requisite per esigenze belliche o distrutte o asportate per fatti di guerra» (1).
Nel corso di oltre un secolo la ditta Pruneri operò in modo capillare non solo nel vasto territorio della diocesi di Como, ma anche nelle province di Bergamo, Brescia, Trento, Cremona, Milano, Piacenza, Parma e Varese. Non mancarono commesse per la Svizzera, l’Austria, la Cina, l’India, il Paraguay, la Thailandia, il Brasile, le Filippine e il Perù.
All’archivio sono annessi alcuni documenti (serie V, carte numerate 1-22) riguardanti per lo più l’attività di Giorgio Pruneri nella fabbriceria della parrocchia di San Giuseppe in Grosio.

DESCRIZIONE DEL FONDO ARCHIVISTICO IN BeWeb

 
Fruizione

Strumenti di corredo:
Saverio Xeres, Ditta Giorgio Pruneri - Fonderia di campane. Inventario, 1997, sala di consultazione.
Gabriele Antonioli, La fonderia di campane Giorgio Pruneri di Grosio, in «Archivio storico della diocesi di Como», 15 (2004), pp. 263-274, sala di consultazione.

Bibliografia:
G. Antonioli, La fonderia di campane Giorgio Pruneri di Grosio, in «Archivio storico della diocesi di Como», 15 (2004), pp. 223-274.

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Note
(1) Asdc, Ditta Giorgio Pruneri – Fonderia di campane, serie III, fasc. 7, Decreto legislativo del capo provvisorio dello Stato, 6 dicembre 1946, n. 429.