Titolo III – Istituzioni canoniche


1692 - 1947
 
documento in copia 1676 lug. 10
 
121 buste, 30 pergamene (verifica in corso), 4 disegni
 
Il titolo III, secondo lo schema inserito nel registro di protocollo del 1830, conserva documentazione relativa all’assegnazione dei benefici ecclesiastici, ovvero «Vacanze - Provviste di benefici - Economi spirituali - Concorsi - Nomine». La serie è ordinata in fascicoli annuali.
Come altri titoli, alla serie sono state unite carte precedenti all’entrata in uso del protocollo, per un totale di 58 buste, dall’anno 1692 al 1828 (1), il cui contenuto, rispetto a quelle protocollate, è molto vario. Si possono trovare:
1. carte attinenti a quanto indicato nel titolario ottocentesco, quali nomine (con istrumenti notarili di immissione al beneficio), dimissioni, nullità, diritto di successione, concorsi (con voti/tabelle degli esami), richieste di ecclesiastici per l’assegnazione di benefici (talora con dati sui beni/rendite dei benefici) e richieste delle comunità per avere coadiutori e celebrazioni di messe in aggiunta o in orari particolari, con concessioni, a tal fine, di beni per l’istituzione di coadiutorie e cappellanie; sporadici sono gli allegati di fondazione di benefici antichi, mentre sono stati rinvenuti gli atti di istituzione di tre benefici, quello della parrocchia di San Rocco in Bogno nel 1813 (b. 44, n. 60), della parrocchia dell’Ascensione di Nostro Signore in Uschione a Chiavenna, sempre nel 1813 (b. 45, n. 74), e della vicaria di Sant’Antonio in Morignone, nel 1826 (b. 54, n. 226);
2. fascicoli di vertenze tra ecclesiastici e tra ecclesiastici e comunità, in particolare per il possesso di benefici/cappellanie, molte delle quali di competenza del tribunale vescovile;
3. sempre relativamente ai benefici, ma concernenti all’aspetto amministrativo, note dei legati, alienazioni di proprietà, con particolare interesse per la destinazione di tali alienazioni, ad esempio, la fabbrica della chiesa arcipretale dei Santi Gervasio e Protasio in Sondrio nel 1794 (b. 26, n. 22), il pagamento di debiti e il riacquisto di arredi sacri per la chiesa e la confraternita di Lumino, spogliate in occasione della guerra, nel 1801 (b. 35, n. 69), la ricostruzione della casa parrocchiale di Livigno nel 1803 (b. 37, n. 53);
4. inerente all’ “ufficio” legato al beneficio, attestati di vita onesta, licenze per casi riservati, per confessioni in monasteri, per predicatori durante la quaresima, esercizi spirituali e missioni popolari, per lettura di libri proibiti, per soggiorni temporanei fuori dalla diocesi e per l’incardinazione in altre diocesi o l’incardinazione di preti provenienti da altre diocesi; dispense dalla recita degli uffici e dalla celebrazione di alcune messe e facoltà di portare la parrucca anche durante la celebrazione delle messe, generalmente per motivi di salute (con certificati medici); richieste di vestire l’abito ecclesiastico nel seminario vescovile di Como, ma anche documentazione di chierici del seminario Benzi in Como, del Collegio Gallio in Como e del Collegio Elvetico in Milano, ammissione nel seminario di Pavia (anno 1791); si segnalano almeno due licenze di esercitare la professione medica a preti laureati (b. 2, fasc. 1753, Francesco Antonio Vegezzi di Magliaso - Agno; b. 3, fasc. 1755, Carlo Sacchi di Bellinzona).
5. Vi sono poi carte totalmente “estranee”, attinenti sia alla vita del clero, ma anche ai vicariati foranei e alle congregazioni foranee, ai monasteri e ai conventi, alle confraternite e ai luoghi pii, nonché a pratiche matrimoniali. Sommariamente:
- disordini del clero;
- secolarizzazioni di preti diocesani e regolari;
- elenchi di ecclesiastici;
- permessi per donazioni tra vivi da parte di ecclesiastici;
- separazione di vicecure, rettifiche di confini di parrocchie;
- costruzione e restauri di chiese, di altari, erezione di fonti battesimali, restauro di case parrocchiali;
- facoltà di celebrare in oratori privati e pubblici appartenenti, per lo più, a famiglie nobili della diocesi di Como;
- nomine di vicari foranei, questioni sui luoghi di competenza, carteggio sul vicariato (rari sono i verbali di riunioni);
- licenze per monacazioni e per professioni religiose, comunicazione di nomine, amministrazione di beni, più in generale vita di monasteri e conventi (ad esempio, richiesta di un medico, nota delle persone che possono accedere al monastero, vertenza per i diritti di pesca, ecc.); si segnala un corposo incartamento su «Affare de barnabiti in Bormio. 1782. Decreto di admissione de medesimi preti barnabiti nel Collegio ex gesuitico di Bormio» (b. 16, n. 8);
- affari matrimoniali quali dispense per consanguineità e affinità, dispense dalla pubblicazione di matrimonio, dichiarazioni di stati liberi e di nullità, vertenze per mancate promesse matrimoniali, richieste di scioglimento;
- confraternite, in particolare erezione di quelle del Santissimo Sacramento, e luoghi pii;
- celebrazioni liturgiche, dottrina cristiana, processioni, feste, benedizioni, indulgenze e reliquie;
- ricerche per fedi di battesimo, estratti di matrimonio, attestati di morte per persone scomparse;
- documenti, sebbene rari, inerenti alle visite pastorali, in particolare una lettera di Carlo Giuseppe conte di Firmian, ministro plenipotenziario della Lombardia austriaca, a Giovanni Battista Mugiasca, vescovo di Como, per approvare la visita ai baliaggi svizzeri di Lugano, Locarno e Bellinzona, 6 luglio 1776 (b. 10); memoriali sui disordini in materia liturgica, matrimoniale, ecc., della parrocchia di San Carlo in Faedo, presentati durante la visita, 1781 (b. 15, n. 76); un fascicolo «Decreti e dispense rilasciate in visita. 1796» in Valtellina (b. 30, n. 75);
- minuta dell’attestato di presa di possesso della diocesi di Como da parte di Giovanni Battista Mugiasca il 4 marzo 1765, 29 maggio 1765 (b. 3); minuta della lettera di Giuseppe Bertieri da inviare alle autorità civili della Valtellina e della Svizzera per comunicare la sua nomina a vescovo di Como, Vienna, 26 dicembre 1789, e lettera di Giovanni Giuseppe conte di Wilzeck, ministro plenipotenziario della Lombardia austriaca, per le bolle di nomina del Bertieri alla diocesi di Pavia, 1792 (b. 23, n. 39);
- vertenze tra cittadini privati, questioni di eredità.
6. Documenti sparsi riguardano, da ultimo, altri enti e associazioni, quali la Mensa vescovile di Como, il Consorzio dei parroci di Como, l’Ospedale Sant’Anna in Como, il Luogo pio dei catecumeni in Como, l’Imperial regio ginnasio di Como, l’Ospedale di Morbegno, il Monte di pietà in Sondrio e quello in Ponte Valtellina.


In queste 58 buste sono conservate 30 pergamene, 29 brevi pontifici (Pio VI, Pio VII, Leone XII) e una bolla di Pio VII:
- quattro relative a benefici ecclesiastici, due per immissioni, una proroga della nomina, una dispensa dall’obbligo nel coro (b. 20, n. 12; b. 21, n. 16; b. 35, n. 115; b. 50, n. 143);
- dodici dispense per ordinazioni di chierici, di cui nove per difetto di età (b. 28 n. 51; b. 31, n. 40; b. 48, nn. 29 [2 pergamene] e 54; b. 49, n. 34; b. 50, n. 99; b. 55, n. 1828) e tre “extra tempora” (due in b. 48, n. 29; b. 49, n. 34);
- dieci dispense matrimoniali, di cui nove per consanguineità o affinità (b. 16, n. ?; b. 19, n. 44; b. 23, nn. 58 e 72; b. 27, n. 95; b. 35, nn. 51 e 78; b. 40, n. 91; b. 53, n. 19), una per difetto di età (b. 31, n. 48);
- due concessioni di indulgenze plenarie (b. 39, n. 4; b. 40, n. 108);
- intimazione di restituire i beni spettanti alla prepositura di San Giovanni Battista in Cevio (Val Maggia), 13 dicembre 1800 (b. 35, n. 51);
- rinnovo dei privilegi concessi da Adriano VI alla confraternita della Beata Vergine Maria Assunta in Cielo e di San Lorenzo martire, detta confraternita dei Battuti, in Morbegno, 7 febbraio 1792 (b. 24, n. 94).


Sempre nelle prime 58 buste, vi sono allegati 4 disegni:
- una casa in Poschiavo, 1817 (b. 48, n. 45).
- oratorio pubblico/cappella dell’Annunciazione di Maria Vergine, fatto costruire da Giacomo Coppa vicino alla casa di sua proprietà nel territorio di Santa Croce dove dicesi in “ Marselenico”, parrocchia di San Giacomo in Roncaglia, 1803 (b. 37, n. 1);
- oratorio pubblico/cappella di Sant’Antonio abate, eretto nell’abitato del comune di Trezzone, essendo distante la parrocchia della Beata Vergine delle Grazie, 1809 (b. 42, n. 42, allegato);
- casa in Balerna di proprietà della Mensa vescovile di Como, 1791 (b. 24, anno 1792, n. 138).


(Allegato: testamento di Giovanni Battista Laghi di Lugano per eredità alla confraternita di San Carlo in Lugano, 10 luglio 1676, documento trascritto, b. 24, n. 116).


Documentazione inerente al titolo III si trova nella serie “Istituzioni canoniche” (vedi relativa scheda).

 
Fruizione
Strumenti di corredo:
Saverio Xeres, Curia vescovile di Como. Titolo III - Istituzioni canoniche. Inventario fino al 1827, n. 12, 1993, sala di consultazione;
Registri di protocollo della curia vescovile di Como, 1828 - 1929, sala di consultazione.